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il dott.ascanio speaker al 7° forum internazionale della salute sanit, 24 giugno 2010-roma-
il dott.ascanio polimeni speaker al 7 forum della salute-24 giugno-roma-palaeur- il dottor ascanio polimeni speaker al 5°congresso nazionale della federazione italiana di gerontologia: invecchiare bene si può, 14-15-16 giugno 2010-roma-
il dottor polimeni e regenera research group al congresso nazionale della federazione italiana di gerontologia:invecchiare bene si puo'.
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Ormoni bioidentici: la nuova frontiera della terapia

29/10/2005

La menopausa ? un per iodo f isiolo-
gico della vita di ogni donna, ma
vi ? spesso la tendenza ad af-
frontarla come se si trattasse di
una malattia cronica. In realt? i disturbi pi? fre-
quenti che l?accompagnano sono di intensit?
molto var iabile nelle diverse culture, e nella
maggior par te dei casi possono essere controlla-
ti con provvedimenti basati su compor tamenti e
su uno stile di vita salutare e su un?alimentazio-
ne appropr iata. Lo stesso a maggior ragione si
pu? dire per i fattor i di r ischio per malattie
degenerative che spesso si accentuano dall?et?
della menopausa: iper tensione, ipercolesterole-
mia, iperglicemia, osteoporosi, sovrappeso e per
le malattie croniche che possono der ivar ne.
Queste devono trovare la pr ima e pi? ef f icace
risposta nella r iscoper ta di cor r ette abitudini di
vita, nella educazione sanitar ia alla gestione
delle eventuali patologie instauratesi e, q uando ?
necessar io, un inter vento clinico.

?Questa delicata fase della vita - spiega il dott.
Ascanio Polimeni, direttore dei Centr i per la dia-
gnosi e la cura della menopausa a Roma e Milano,
nonch? pioniere nell?uso degli or moni naturali
nella terapia sostitutiva della menopausa - pu?
essere vissuta in modo molto tranq uillo. E soprat-
tutto nel completo benessere, g r azie a cure nuove
ed ef f icaci?.
Con gli or moni ? possibile mantenere intatto
anche il propr io fascino, e continuare ad avere
una vita di coppia serena e appagante. ?La terapia
or monale sostitutiva - spiega il dottor Maur izio
Mauloni ginecologo del Centro della Menopausa
dell?ospedale S. Orsola di Bologna - in Italia ? adot-
tata solo da una bassissima percentuale di donne.
Eppure la cura, oltre ad alleviare i sintomi pi?
fastidiosi, come vampate e sudorazioni, r iduce
anche il r ischio di malattie impor tanti q uali infar-
to, ictus, tumore all?utero, preser vando inoltre
l?integ r it? delle ossa. Per non parlare dei vantaggi
sulla r itrovata sessualit?, sull?umore, la pelle e la
qualit? della vita in generale?.
Accanto alla classica terapia sostitutiva a base di
estrogeni e di progestinici di sintesi, or mai in di-
suso visti gli ef fetti collaterali e l?aumentato r ischio
di tumore al seno, si ? af fer mata un?altra scuola di
pensiero che imposta la cura sull?uso di nuovi far-
maci pi? tollerati e pr ivi di ef fetti collaterali.

?Sull?utilit? della cura sostitutiva or mai non ci sono
pi? dubbi?, sottolinea la dott.ssa Elisabet h Lee
Vliet, ginecologa st atunitense, direttr ice dei centr i
HER. ?Anche se estrogeni e progesterone sono solo
due dei var i or moni che si r iducono dopo i q uaran-
t?anni, un loro calo provoca i problemi ben noti alle
donne in menopausa. Poich? l?invecchiamento ? un
processo a cascata, dal cer vello verso la per ifer ia,
oltre a reintrodur re nell?organismo gli or moni ?ter-
minali? estrogeni e testosterone che vengono a

mancare, conver rebbe aggiungere anche i ?precur-
sor i? di q uesti ultimi, cio? DHEA e pregnenolone?.
?Inoltre - continua Elisabet h Lee Vliet - sarebbe
oppor tuno r ipr istinare livelli ottimali di acetilcolina
e dopamina, i neuromediator i che regolano i centr i
dell?attenzione, della memor ia, del piacere e della
sessualit?. ? altres? utile una q uot a di melatonina,
il sincronizzatore leader dell?alter nanza sonno
veglia e dei r itmi or monali, scanditi dal nostro oro-
logio biologico?.
L?innovazione di q uesta terapia?
?L?uso di or moni sintetici, ma di der ivazione natu-
rale r icavati dalla soia o dalla patata dolce, chimi-
camente identici a q uelli prodotti dal cor po
umano?, r isponde l?esper to.
?Al contrar io degli or moni di sintesi chimica,
estranei al nostro organismo, q uesti si inser isco-
no in modo f isiologico nella catena or monale.

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n. 2 - ANNO I Antiag ing- Luglio-Agosto ?05
La menopausa pu? essere vissuta
in modo molto tranquillo
e nel completo benessere
grazie a cure nuove ed efficaci
La

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la nuov a f rontiera della terap ia
or m on a le sos titu t iva della
menop a usa e dell?inv ecchiam ento
ORMONI BIOIDENTICI

Antiag ing- Luglio-Agosto ?05 n. 2 - ANNO I
Antiag ing& menopausa Antiag ing& menopausa

a cura di
Angela Marocco
con la consulenza
scientifica del
Dott. Ascanio
Polimeni
specialis ta in
Broncopneumologia
e Psiconeuro-
endocr inologia
Cos?, curando ?secondo natura? vengono meglio tollerati?. Il Dott. Ascanio Polimeni inter pellato a proposito dell?invecchiamento del sistema r iproduttivo fem- minile spiega che ?Molteplici fattor i sono in g r ado di inf luenzare l?insorgenza ed il decorso del pro- cesso dell?invecchiamento e delle patologie ad esso cor relate e q uindi della menopausa; tra q ue- sti vanno menzionati aspetti genetici, nonch? fat- tori legati allo stile di vita, come l?alimentazione, lo stress, l?abuso di far maci, il fumo ecc. Per q uan- toriguarda il r uolo dei fattor i endocr ini ed il loro nesso con l?invecchiamento ? noto che diversi sono gli or moni i cui livelli tendono a r idursi con il trascor rere degli anni. Tr a q uesti vanno segna- lati gli or moni sessuali, i loro precursor i come il DHEA ed il pregnenolone, la melatonina, gli or moni tiroidei e l?or mone della crescita. D?altra par te i valor i di altr i or moni come il cor tisolo e la prolattina, tendono ad innalzarsi con il passa- re dell?et??.

Gli scienziati e i gerontologi di tutto il mondo non hanno ancora dato una r isposta cer ta al fenomeno del calo degli or moni come concausa dell?invecchiamento o sua conseguenza. Recenti studi hanno messo in evidenza l?azio- ne benef ica svolta dagli estrogeni nella pre- venzione di alcune patologie degenerative connesse con la menopausa e con l?invecchia- mento; tra q ueste vanno segnalate le patologie cardiovascolar i, il morbo di Alzheimer, alcune forme di neoplasie (colon), l?osteoporosi ecc. Gli estrogeni di sintesi chimica, in special modo q uelli der ivati dalle ur ine delle cavalle gravide, che sono i pi? studiati dalla r icerca, presentano, oltre i suddetti benef ici, alcuni rischi ed ef fetti collaterali in par ticolare nelle assunzioni protratte.

?Tra le conseguenze negative della som-
ministrazione di estrogeni nel lungo
termine - prosegue il Dott. Polimeni -
va segnalata l?insorgenza del carci-
noma mammar io, con freq uenza
variabile. Al f ine di evitare tali
inconvenienti, diverse case far ma-
ceutiche hanno messo a punto a
punto delle molecole ad azione
estrogenica, def inite ?estrogeni
intelligenti? (SERM), le q uali sareb-
bero sprovviste degli ef fetti negativi, in par ticola-
re sul tessuto mammar io, caratter istici degli
estrogeni tradizionali?.

?Nell?ambito della medicina non convenzionale, si
distinguono in par ticolare due tipi di estrogeni in
grado di garantire ef fetti positivi a livello dei var i
apparati ed un?azione neutrale o addir ittura di
protezione sul tessuto mammar io. Il pr imo ? rap-
presentato dall?estr iolo, utilizzato in par ticolare in
Ger mania e nei paesi anglosassoni, nella for ma
naturale micronizzata, da solo o in associazione
agli altr i due estrogeni naturalmente prodotti
dalle ovaie, l?estradiolo e l?estrone, in percentuali
prestabilite. A tale proposito vor r ei precisare che
il ter mine naturale, usato per gli estrogeni natu-
rali e gli altr i or moni di der ivazione vegetale,
come il dhea, il pregnenolone ed il progesterone,
? un ter mine impropr io ed ? r ifer ito alla for mula-
zione chimica. Tutte q ueste sostanze sono sinte-
tizzate in laborator io a par tire da par ticolar i
or moni vegetali o f itosteroli, come la diosgenina,
estratta dalle patata dolce, e la stigmaster ina der i-
vata dalla soia e rese chimicamente identiche a
quelle prodotte dal cor po umano. Il ter mine pi?
appropr iato per def inire q uesti or moni ? q uindi
nativopiuttosto chenaturale?.

?Attualmente la terapia or monale naturale sosti-
tutiva viene denominata anche terapia sostitutiva
con or moni bioidentici. Descr iverei l?estr iolo -
continua il Dott. Polimeni - un estrogeno debole in
grado di conser vare gli ef fetti benef ici degli estro-
geni tradizionali presentando un?azione neutrale
o, secondo alcuni r icercator i, di protezione sul tes-
suto mammar io nonch? un?azione ininf luente
sulla cellular it? della mucosa endometr iale. Un
gruppo di estrogeni pi? propr iamente def initi
naturali ? q uello comprendente i f itoestrogeni.
Queste sostanze sono ampiamente dif fuse in
natura e sono dotate di una debole azione di sti-
molo sui recettor i per gli estrogeni. Tr a i f itoestro-
geni mer itano di essere menzionati la genisteina,
la daidzeina, la gliciteina la biocanina A e la for-
mononetina ampiamente studiati in centr i di
ricerca di tutto il mondo. Questi sono par ticolar-
mente dif fusi nella soia (3-f itof lavonoidi) e nel tr i-
foglio rosso (4-f itof lavonoidi). Il cosiddetto mira-
colo giapponese, caratter izzato dall?insorgenza di
menopausa anticipata ma con minor i ef fetti spia-
cevoli a livello osseo e cardiovascolare, nonch?
una minore freq uenza di vampate vasomotor ie e
persino di carcinoma mammar io ed uter ino,
sarebbe in par te da attr ibuirsi al g r ande consumo
di soia e dei suoi der ivati che viene ef fettuato
dalle popolazioni or ientali. Autorevoli studi scien-
tif ici hanno confer mato l?azione protettiva degli
isof lavoni sul tessuto mammar io e sull?apparato
cardiovascolare. Quest?ultimo ef fetto, sarebbe da
attr ibuirsi alla loro azione antiossidante e nor mo-
lipemizzante. La terapia con gli isof lavoni della
soia si ? r ivelata utile nel migliorare la densit?
ossea r iducendo drasticamente il r ischio di frattu-
re. Tutti i f itoestrogeni si legano ai recettor i per gli
estrogeni di tipo beta che sono molto dif fusi a
livello cutaneo e cardiovascolare, ma di cui sono
sprovvisti il tessuto mammar io e l?endometr io.
Per tale motivo l?assunzione dei f itoestrogeni non
inf luisce sulla proliferazione delle cellule endome-
tr iali e del tessuto mammar io e q uindi sul r ischio
di insorgenza del tumore al seno ed uter ino.
I Fitoestrogeni possiedono un?azione di tipo an-
tagonista sui recettor i alfa per gli estrogeni che
sono molto dif fusi a livello del tessuto mamma-
rio. La genisteina, in par ticolare, legandosi ai
suddetti recettor i avrebbe un?azione antiestroge-
nica impedendone la f issazione da par te degli
estogeni circolanti di tipo biologico (estradiolo
ed estrone), chimico o tossico (xenoestrogeni);
quest?ultimi sono dif fusi nei pesticidi, nei diser-
banti e nelle mater ie plastiche ed hanno una
notevole azione cancerogena.
Questo f lavonoide svolgerebbe q uindi un?azione di
tipo intelligente molto simile ai cosiddetti SERM o
molecole ad azione selettiva per i recettor i degli
estrogeni come il tamoxifene o il raloxifene.
I f itoestrogeni possiederebbero altres? un?azione
antitumorale di tipo non or monale. Essi sono in
grado di inibire la dif ferenziazione e la prolifera-
zione di cellule maligne, inoltre impediscono la
formazione di nuovi vasi sanguigni, elemento
impor tante perch? un tumore possa crescere. I
fitoestrogeni possiedono altres? un?attivit?
antiossidante e q uindi r iducono i radicali liber i
che accelerano i processi di invecchiamento non-
ch? deter minano alterazioni a livello del mate-
riale genetico.
Di solito (eccetto che nelle donne pr ive di utero),
agli estrogeni viene associato il progestinico,
or mone di sintesi chimica ed estraneo q uindi al
cor po umano, che mima l?azione del progesterone;
scopo del progestinico ? q uello di favor ire lo sfal-
damento dell?endometr io la cui iper plasia viene
indotta dagli estrogeni impedendo l?insorgenza
del cancro all?utero. Una valida alter nativa ai pro-
gestinici, che tra l?altro sono dotati di una cer ta
tossicit?, ? cer tamente rappresentata dal proge-
sterone naturale sintetizzato dai f itosteroli e reso
chimicamente identico a q uello prodotto dal cor po
umano. Diversi studi scientif ici pubblicati su
autorevoli r iviste, hanno messo in r isalto una
maggiore tollerabilit? del progesterone naturale
rispetto ai progestinici ? spiega il dott. J. R. Lee,
ginecologo califor niano, g r ande studioso e pionie-
re nell?uso del progesterone naturale - nonch?
un?azione mirata sul tessuto osseo ed in par ticola-
re sugli osteoblasti con ef fetto curativo dell?osteo-
porosi anche nell?anziano.
II progesterone naturale, al contrar io dei progesti-
nici, non inf luenzerebbe negativamente i livelli di

colesterolo, nonch? della pressione ar ter iosa e
quindi non inf icerebbe l?azione positiva garantita
dagli estrogeni a livello cardiovascolare; secondo
alcuni studiosi st atunitensi, che lo usano da un
trentennio, avrebbe un?azione di protezione a
livello del tessuto mammar io al contrar io degli
stessi progestinici.
A tal proposito, un recente studio francese pub-
blicato su Inter national Jour nal of Cancer, ha
messo in evidenza come l?utilizzo del progestero-
ne naturale nella for ma micronizzata in associa-
zione all?estradiolo transcutaneo, annulla il
rischio di insorgenza della neoplasia mammar ia,
caretter istica dell?associazione estradiolo-proge-
stinici di sintesi.

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n. 2 - ANNO I Antiag ing- Luglio-Agosto ?05
38
Antiag ing& menopausa Antiag ing& menopausa

Antiag ing- Luglio-Agosto ?05 n. 2 -ANNO I
40 Antiag ing- Luglio-Agosto ?05 n. 2 - ANNO I
La micronizzazione ? un procedimento far maceu-
tico che consente, associando il progesterone
naturale o altr i or moni bioidentici con acidi g r as-
si polinsatur i a lunga catena, di aumentare la
super f icie di contatto della molecola a livello inte-
stinale migliorandone l?assorbimento attraverso il
sistema linfatico dei villi intestinali. In par ticola-
re, saltando il passaggio del pr imo f iltro epatico,
questa modalit? di somministrazione consente
l?ottimizzazione della biodisponibilita e del meta-
bolismo dell?or mone. La molecola bioidentica del
progesterone, legandosi in modo pi? f isiologico a
livello dei recettor i per ifer ici e venendo metabo-
lizzata pi? facilmente a livello epatico, se oppor-
tunamente dosata e somministrata, non d? feno-
meni di accumulo e q uindi ef fetti collaterali che
sono tipici dei progestinici come: aumento di
peso, r itenzione idr ica, mal di test a, sbalzi d?umo-
re, tensione al seno, ecc. I r icercator i di tutto il
mondo st anno inoltre valutando la possibilit? di
integ rare l?assunzione di estrogeni e progestero-
ne, nella terapia sostitutiva della menopausa con
altr i or moni e precursor i or monali come la mela-
tonina, il DHEA, il pregnenolone, il testosterone e
l?or mone della crescita. Naturalmente anche i sog-
getti di sesso maschile possono benef iciare della
terapia sostitutiva utilizzando protocolli diversi?.
?La r icerca sugli or moni naturali nell?ambito della
cura e della prevenzione dei processi degenerati-
vi connessi all?invecchiamento ?ancora allo st adio
iniziale ? prosegue il dott. Ascanio Polimeni - ma
qualif icati lavor i scientif ici ef fettuati in tutto il
mondo, mettono in evidenza l?impor tanza, non solo
degli estrogeni, ma di tutti gli or moni naturali. Il
DHEA, in par ticolare, presenterebbe numerosi
benef ici da attr ibuirsi in par te alle sue propr iet?
intr inseche ed in par te in q uanto precursore degli
or moni sessuali estrogeni e testosterone. Oltre ai
suoi ef fetti positivi sul tono dell?umore, sul control-
lo degli or moni dello stress, nonch? sui meccani-
smi che regolano i processi di memor izzazione, il
DHEA svolgerebbe un r uolo fondamentale nella
cura dell?osteoporosi, nonch? nella regolazione del
sistema immunitar io. L?azione benef ica svolta dal-
l?or mone sur renalico sull?apparato cardivascolare,
in par ticolare sui livelli della glicemia e del cole-
sterolo, r isulta essere pi? manifesta nei soggetti di
sesso maschile. In un lavoro ef fettuato in Canada
su animali da laborator io, l?or mone sur renalico, se
associato con un antiestrogeno, ha dimostrato di
possedere una spiccata azione di protezione sulle
cellule del tessuto mammar io, prevenendo l?insor-
genza del carcinoma. A tal proposito, l?integ razione
del DHEA con i f itoestrogeni nella terapia naturale
sostitutiva della menopausa, si ? r ivelata di g r ande
ef f icacia nell?ottimizzare le funzioni dell?apparato
cardiovascolare, il metabolismo del tessuto osseo
nonch? nell?attutire la caratter istica sintomatologia
vasomotor ia. Inf ine il DHEA , in q uanto precursore
del testosterone, ? in g r ado di r ipr istinare un tono
ottimale del desider io sessuale, che tende a dete-
riorarsi freq uentemente nella donna in menopau-
sa. Riguardo al testosterone, da non trascurare ? il
suo r uolo nella prevenzione e nella cura dell?osteo-
porosi, nonch? nell?inf luenzare positivamente il
tono dell?umore in entrambi i sessi. Nei soggetti di
sesso maschile l?or mone avrebbe un r uolo analogo
a q uello degli estrogeni nella donna, ovvero di pro-
tezione a livello dell?apparato cardiovascolare. Sia il
DHEA che il testosterone, garantirebbero inoltre la
conser vazione della massa mag ra, il cui tono si
riduce con il trascor rere degli anni. Il pregnenolo-
ne l?or mone da cui der ivano a cascata tutti gli altr i
or moni sessuali, st a attualmente dest ando un vivo
interesse nell?ambito della comunit? scientif ica
inter nazionale?.
Nel 1997 il Dott. Ray Sahelian e il Dott. Ascanio
Polimeni, hanno pubblicato un libro dal titolo ?Il
Pregnenolone? (ed. Tecniche Nuove), che descr ive
il r uolo del pregnenolone che viene prodotto sia in
per ifer ia, dalle ghiandole sur renali, sia a livello
del sistema ner voso centrale, ove svolge le
seguenti funzioni: miglioramento del tono dell?u-
more e delle sensazioni di benessere psicof isico,
potenziamento di alcune funzioni sensor iali, spe-
Antiag ing& menopausa Antiag ing& menopausa

cialmente di q uella visiva ed uditiva; potenzia-
mento delle funzioni cognitive super ior i, come
l?attenzione, la memor ia, l?apprendimento, la
creativit?, la chiarezza e la f luidit? di pensiero;
protezione dei neuroni dall?azione lesiva di alcu-
ne neurotossine e del glutammato in par ticolare,
dalla cui azione neurotossica, si sviluppano alcu-
ne patologie neurodegenerative tipiche dell?in-
vecchiamento come il Parkinson ed il Morbo di
Alzheimer.
L?or mone svolge altres? ef fetti protettivi sui centr i
ner vosi deputati alla for mazione dei r icordi (ippo-
campo) dall?azione lesiva degli or moni dello
stress. Da segnalare, inoltre, l?azione di r igenera-
zione sia delle connessioni ner vose inter neuro-
nali (dendr iti), che tendono a deter iorarsi con
l?invecchiamento, sia delle f ibre ner vose per ifer i-
che. Il neurosteroide svolge un cer to ef fetto antin-
fiammator io a livello ar ticolare, r ivelandosi utile
un suo utilizzo nelle problematiche reumatologi-
che tipiche dell?invecchiamento e del per iodo
menopausale.
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